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Un altro anno con l’albanella e non solo.

L’appuntamento fisso delle ultime estati è sempre stato quello di seguire la nidificazione delle albanelle minori (circus pygargus). Il 2017 non è stato da meno. Ogni anno c’è l’augurio di poter osservare e fotografare qualcosa di nuovo e stupefacente relativo a questa rara specie della nostra pianura. Fortunatamente esistono ancora zone selvagge e poco frequentate dall’uomo dove questo falco della specie circus trova rifugio.

L’estate appena trascorsa è stata incredibilmente calda e caratterizzata solo da qualche piccolo, violento temporale. Nonostante le condizioni non ottimali, le albanelle minori hanno portato avanti il loro consueto processo di nidificazione senza alcun problema. La coppia che abbiamo seguito è stata particolarmente attiva e ha portato all’involo di quattro giovani, tutti in salute.

La fotografia riportata qua sopra è stata la grande soddisfazione stagionale. Per la prima volta abbiamo osservato uno scambio della preda sul posatoio, a dispetto del classico passaggio in volo o a terra. La scena si è ripetuta solamente per due giorni, il maschio si è presentato con la preda sul tronco e ha aspettato che la femmina arrivasse per volare via lasciando il pasto alla consorte. Fortunatamente siamo riusciti a fotografare l’intera sequenza (visibile nella galleria dedicata) assolutamente spettacolare.

In mezzo a cinque nidi di albanella, si è insediata per la prima volta una coppia di falchi di palude. Sebbene alla distanza, abbiamo osservato diverse schermaglie tra le due specie a difesa dei rispettivi territori. Le albanelle minori più esili ma più agili rispetto al falco di palude han sempre ribadito la loro territorialità di fronte alle invasioni aeree del falco di palude.

Tuttavia mantenendo un basso profilo per evitare il più possibile il conflitto con le numerose albanelle minori presenti nella zona, anche la coppia di falchi di palude ha portato a termine la sua nidificazione portando all’involo di due giovani (con circa 20 giorni di ritardo rispetto le albanelle).

Qua potete trovare la galleria fotografia della stagione.

Arrivederci al prossimo anno.

Le ultime foto..

Il tempo a disposizione nell’ultimo mese è stato assai ridotto e purtroppo non sono riuscito ad aggiornare a dovere il sito. Ho effettuato solo qualche breve uscita dall’allocco per vedere se ci fosse ancora, con lieti risultati e ho di recente fatto visita ad una lanca che frequentavo qualche anno fa nei pressi del fiume Oglio, trovando con sorpresa il tarabusino. Seguirà nel prossimo articolo un racconto relativo a questo incontro. La galleria dell’allocco è stata aggiornata con tre nuove foto.

 

L'allocco in volo frontale.

Preparativi per la stagione.

Oltre alle consuete specie che ogni anno osservo e seguo, quest’anno siamo andati alla ricerca di qualcosa di particolare e che non si vede spesso nelle nostre campagne: l’Allocco. A dispetto di quel che pensavo (almeno fino ad oggi) le coppie di questa schiva specie sembran esser tutt’altro che rare. Ad oggi nel territorio cremonese, senza neanche girovagare troppo, siamo riusciti a trovare tre coppie (due già in cova, la terza da verificare). Mentre le prime due coppie si trovano in casolari abbandonati, la terza sembra esser presente in un territorio tutto al “naturale”. Nei prossimi giorni tenterò di capire dove si trovino esattamente, avendo ormai la conferma della loro presenza.

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Gli uccellini del bosco…

Questo lunedì al capanno invernale non è passato quel che aspettavo ma sono rimasto in compagnia di qualche piccolo amico che inizia a popolare senza troppa riluttanza la mangiatoia. Non curanti del fatto che lo sparviere sia nei paraggi e sempre in agguato, per il bosco son passate delle cincie, un fringuello femmina, il solito pettirosso, le instancabili gazze, una ghiandaia e qualche fagiano. Propongo qua qualche scatto, presente poi nella galleria sugli Uccelli d’Italia.

 

Una femmina di peppola in posa negli spiragli di luce del bosco.

 

Un pettirosso in posa sulla mangiatoia.

 

Una cinciallegra a spasso sul posatoio.

 

Una delle fagiane che frequenta il capanno invernale.

Il capanno autunnale…

Con l’arrivo dell’autunno abbiamo ripristinato il capanno utilizzato lo scorso anno per riprendere la Poiana e il Gheppio. Abbiamo pulito il prato dove ormai sorgevano alti fasci d’erba e sistemato il capanno che avevamo di fatto abbandonato dopo la pesante nevicata dello scorso anno (che aveva fatto cadere diversi tronchi sul capanno stesso). E’ stata realizzata una piccola pozza d’acqua con l’intento di attrarre nuove specie tra cui, possibilmente, lo sparviero che avevo già avvistato lo scorso anno.

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Questo rapace infatti ama pulirsi (quasi quotidianamente) il piumaggio in acqua per sbarazzarsi dei parassiti. Lunedì scorso (5 Ottobre) dopo aver ultimato i lavori abbiamo posizionato la fototrappola e con grande sorpresa, dopo soli tre giorni, si è presentato uno sparviero maschio. Forte della scoperta questa settimana ho deciso di inaugurare il capanno in versione 2015.

Subito c’è stata la prima grande sorpresa, ovvero la Poiana. E’ rimasta qualche secondo, ma considerato che l’anno scorso l’avevo fotografata solo 15 minuti in 3 mesi, è stata una vittoria. Gli scatti dell’otturatore l’hanno insospettita ed è volata via.

Questa poiana si è sorprendentemente presentata al primo tentativo al nostro capanno, versione 2015.

Il tempo è passato (velocemente perfortuna) e mentre passavo in rassegna alle foto sul display della fotocamera mi è apparso di vedere un movimento nel mirino. Guardo fuori ed è Lui. Lo sparviere maschio. Si è guardato attorno qualche minuto a bordo “piscina”, pernulla indispettito dai miei scatti e poi si è tuffato nella vasca e ha iniziato a sorseggiare e a fare qualcosa di simile ai nostri gargarismi. Una volta finito, è tornato sul bordo piscina e si è dileguato alla stessa velocità con cui è arrivato. Che emozione.

 

Il maschio di sparviere intento a farsi un bagnetto. In questa foto è ritratto mentre ha appena finito di bere.

Questo maschio di sparviere è apparso dal bosco e si è fatto riprendere poco prima del bagnetto quotidiano.

Speriamo non sia stato solo un caso isolato. Spero di rivederlo, magari in una giornata di sole, assieme a qualche altra specie. Il picchio verde si sente ma non si è ancora visto. Manca invece all’appello il giovane gheppio che ci aveva salvato la stagione lo scorso anno.

Il falco cuculo.

Nell’ultima settimana mi sono dedicato ad una famiglia di falchi cuculi estremamente confidenti. La coppia di adulti ha portato con successo, sebbene in ritardo all’involo di due giovani pulli che nell’arco dell’ultima settimana hanno regalato qualche soddisfazione. Propongo una piccola galleria dedicata a questa famigliola..

 

Qua la galleria dedicata al falco cuculo: Il falco cuculo.

Un giovane falco cuculo a riposo nel campo.