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Articoli e news generici

Un anno pieno di novità.

Negli scorsi mesi son cambiate tante cose nella mia vita e mi reputo molto fortunato nel poter dire che son state tutte quante novità positive. Il 10 agosto 2016 infatti sono diventato papà per la prima volta di una tenerissima bambina. Come è normale che sia tante cose che rientravano in una routine quotidiana sono passate in secondo piano e tutta l’attenzione si è spostata verso mia figlia.

Il tempo dedicato alla fotografia della natura è calato sensibilmente ma grazie all’aiuto di mia moglie son riuscito a non accantonare del tutto questa piccola passione.

Ho seguito la nidificazione della coppia di allocchi che già seguivo lo scorso anno e grazie all’aiuto di diversi amici con la stessa passione, sono riuscito a seguire altre specie come i gufi di palude, le albanelle minori e tanti nuovi soggetti che non avevo ancora osservato prima.

Il gufo di palude in caccia perlustra il terreno sottostante alla ricerca di arvicole.

Nell’articolo odierno voglio proporre qualche fotografia di una specie sempre molto “ricercata” e che non riuscivo a trovare da qualche anno: il Gufo di Palude (asio flammeus). Grazie alla ricerca di alcuni amici ci siamo imbattuti in una ventina di esemplari che han trovato come roost invernale una piccola cascinetta nelle campagne della bassa parmense.

Sebbene non si trattasse di un gruppo di gufi “confidenti” come quelli incontrati negli anni scorsi, siamo riusciti a ritrarre alcuni momenti significativi della vita invernale di questo meraviglioso strigide. I ringraziamenti vanno anche alla signora proprietaria del giardino che, con la sua grande ospitalità, ci ha permesso di fare diversi appostamenti per poter ritrarre al meglio questa specie.

Questo esemplare di gufo amava riposarsi nel giardino della cascina, a fianco alla finestra della casa del proprietario.

A voi la galleria con gli scatti più significativi effettuati. Il gufo di palude.

 

Novità estive

E’ passato un po’ di tempo dall’ultimo aggiornamento effettuato al sito. E’ stata una estate ricca di emozioni e molto impegnativa, principalmente per la nascita della mia prima figlia. Le priorità cambiano e il tempo libero a disposizione lo si dedica con grande felicità alla piccola e alla mamma, perchè ogni momento è unico.

Nelle pochissime uscite estive, non sono mancate le possibilità per effettuare qualche scatto a specie già conosciute: l’albanella minore e il tarabusino.

L’albanella minore come ogni anno non si è fatta attendere. Anche quest’anno diverse coppie, arrivate ai primi di marzo, han deciso di effettuare la loro nidificazione nei nostri territori. Non è stata un estate calda come quella passata, né tanto meno piovosa come quella di due anni fa. Quest’anno tutto si è svolto velocemente e senza grandi problemi. Con grande sorpresa i primi involi dei giovani sono stati osservati ad inizio luglio (generalmente accadevano a ridosso dei primi giorni di agosto).  Tutt’oggi questa specie è ancora presente nei nostri territori e solo nei prossimi giorni inizieranno le vere e proprie migrazioni verso l’Africa.

Scambio della preda tra albanella minore maschio e giovane dell'anno.

Il tarabusino invece è stato un piacevole ritorno, perlomeno nel luogo dove ero solito osservarli. Da ormai tre anni in una piccola lanca del fiume Oglio questa specie non veniva osservata (sempre presente in altri luoghi come l’Oasi di Torrile o le Torbiere di Marcaria). Quest’anno con grande sorpresa, grazie ad una soffiata di un amico, ho ritrovato questo splendido quanto minuscolo ardeide a passeggiare e a cacciare pesciolini tra i nannuferi. Anche in questo caso la nidificazione si è svolta regolarmente e abbiamo osservato, oltre alla coppia di genitori, ben tre giovani.

Tarabusina con preda infilzata nel becco.

Qua potete trovare le due gallerie dedicate al tarabusino e all’albanella minore.

Le ultime foto..

Il tempo a disposizione nell’ultimo mese è stato assai ridotto e purtroppo non sono riuscito ad aggiornare a dovere il sito. Ho effettuato solo qualche breve uscita dall’allocco per vedere se ci fosse ancora, con lieti risultati e ho di recente fatto visita ad una lanca che frequentavo qualche anno fa nei pressi del fiume Oglio, trovando con sorpresa il tarabusino. Seguirà nel prossimo articolo un racconto relativo a questo incontro. La galleria dell’allocco è stata aggiornata con tre nuove foto.

 

L'allocco in volo frontale.

Re e Regina.

L’osservazione degli allocchi è continuata anche per tutto questo mese. Il bosco pullula di vita tra picchi, martin pescatori, cornacchie a pieno regime. Sono arrivati cuculi e sorprendentemente si è visto anche un tarabusino di sfuggita. La ricerca del nido dell’allocco è terminata senza successo e purtroppo non ho notizie circa l’esito della nidificazione. Ormai i pulli dovrebbero esser in grado di volare e si saran sicuramente mossi nel bosco. Il maschio e la femmina continuano la loro regolare attività e si dimostrano sempre confidenti e facilmente osservabili. Dopo aver attirato l’allocco e dopo averlo ammirato da vicino, ho deciso di provare ad effettuare qualche scatto in volo. Sebbene le difficoltà non siano poche, la fortuna mi ha assistito e i risultati sono stati più che buoni. La galleria relativa a questo rapace è stata aggiornata ed è visionabile QUA.

 

In compagnia dell’allocco.

 

Questa settimana sono ripassato per il bosco “incantato” a vedere se riuscivo a scorgere ancora l’allocco protagonista della settimana scorsa. Il Re del bosco si è ripresentato, con maggiore confidenza, tanto da regalarmi qualche momento unico davvero ravvicinato. Qua la galleria intera.

 

Giornata sul Garda

Assieme all’amico di sventure Sam (fortunatamente Lunedì no) mi son recato sulle rive del Lago di Garda alla ricerca dello svasso collorosso questo inizio settimana. Siamo partiti presto nella mattina con quella che si prospettava una bella giornata di sole. Arrivati sui luoghi prescelti abbiamo effettuato tante piacevoli osservazioni in una zona abbastanza circoscritta del Lago e siamo rimasti impegnati fino al tardo pomeriggio ad effettuare diversi scatti. Abbiamo incontrato diverse specie, più o meno rare tra cui alcune meritevoli di menzioni. Oltre a tanti germani e ibridi di questi, ci siamo imbattuti in una coppia di Morette codone, una coppia di Svassi collorosso (che eran il motivo per cui ci siamo spinti tanto lontano), diversi fistioni turchi, morette, svassi maggiori e qualche smergo che però si è sempre tenuto a debita distanza. La galleria degli scatti è consultabile qua: Sul Lago di Garda.

I due svassi collorosso immersi nel paesaggio del lago di Garda.

Una coppia di svassi collorosso fortunatamente collaborativa a poca distanza.

Atterraggio del fistione turco.

Una moretta codona a spasso nel porto.

Morette sul lago increspato.

La civetta

Quest’anno, vista la scarsità di risultati ottenuti al capanno invernale, abbiamo iniziato a cercare nuovi soggetti da poter fotografare. Abbiamo passato tante ore nelle campagne cercando nuovi obiettivi e sembra finalmente che sia arrivata la svolta. Abbiamo localizzato diversi punti dove poter fare appostamenti per ammirare animali come civette ed altri animali notturni che popolano le nostre campagne. La civetta in particolare è presenza fissa delle campagne, in ambienti abitati e in casolari abbandonati e gli scatti di questo articolo sono dedicati a lei.

 

Il tramonto sta per arrivare e la civetta è pronta a muoversi nella notte.

 

Qua il collegamento dedicato alla galleria della civetta.

Due grossi occhi gialli scrutano con attenzione una cascina abbandonata.

I giorni del Tarabuso

Negli ultimi giorni abbiamo assistito ad un brusco calo delle temperature, tale da ghiacciare molti stagni e zone umide della pianura padana. Molti animali che popolano i nostri ambienti paludosi si son dovuti adeguare a questa situazione “estrema”. Tra questi vi è il Tarabuso, ardeide svernante notoriamente schivo.

Generalmente il Tarabuso preferisce vivere e cacciare all’interno dei fitti canneti in modo da trarre il massimo vantaggio dal mimetismo che gli offre il suo piumaggio. Il gelo della scorsa settimana ha costretto questo ardeide ad uscire dalle zone d’ombra dei canneti per poter cacciare con successo. Solo nelle ore pomeridiane, nei punti soleggiati a ridosso dei canneti, il ghiaccio si è sciolto.

Il mimetismo.

Proprio per questo motivo, la settimana scorsa si è rivelata particolarmente adatta per fotografare questo elusivo uccello. Dapprima mi son recato presso la Riserva LIPU di Torrile ma purtroppo son capitato nel giorno sbagliato. Il tarabuso (nella foto sopra) è rimasto la maggiorparte del tempo rintanato ai bordi di un distante canneto e non si è mai avvicinato alla mia postazione fotografica.

Il giorno seguente, vista la chiusura della Riserva di Torrile, mi son recato in un posto dove avevo visto e fotografato il Tarabuso negli anni passati. Con grande sorpresa (visto che giusto un paio di settimane prima non avevo trovato nulla) mi son trovato nei canneti davanti a me ben due esemplari di tarabuso (forse 3 ma non posso confermare).

Il tarabuso molto spesso inarca o estende il proprio corpo per nascondersi meglio.

Per ben due ore hanno incessatamente scandagliato ogni punto del canneto della lanca situata a ridosso del fiume Oglio alla ricerca di cibo. A circa mezz’ora dal tramonto, i due tarabusi sono rientrati e scomparsi all’interno del fitto canneto.

Pronto a sferrare il colpo decisivo alla preda.

Qui potete trovare tutti gli scatti effettuati al Tarabuso: http://filippopellegrini.com/album/il-tarabuso-del-2016/

Tra una sciata e l’altra…

Oggi ho pubblicato un paio di scatti eseguiti tra una sciata e l’altra nella prima settimana di Gennaio. Fortunatamente siamo arrivati in procinto di due nevicate, brevi e leggere, che però hanno dato la parvenza di un paesaggio invernale. Il primo scatto è stato eseguito nel mio luogo preferito, ovvero il Seceda. La seconda immagine invece è stata ripresa dalla funivia Seiseralm-Ortisei e ritrae il Sassolungo e il Sassopiatto.

 

 

Il tramonto invernale sul Seceda.

Il Sassolungo e il sassopiatto visti dalla finivia Ortisei-Seiseralm.

Arriva il freddo…

L’inverno è ormai alle porte e le temperature nelle ultime giornate sono state veramente basse. Proprio per questo motivo ho deciso di passare una giornata al capanno “invernale”. La fototrappola ha registrato regolarmente movimenti attorno alla pozza dello sparviere (che era mancato per qualche settimana all’appello). Da quel che abbiamo potuto constatare sembra esser passata anche la femmina di sparviero, che però fino ad ora non siamo riusciti a vedere direttamente.

Una gazza ladra in partenza.

La giornata è stata proficua. Si son viste le solite e numerose gazze che hanno provveduto a far razzia di quasi tutto quel che trovavano di commestibile. Si è vista la poiana che per ben tre volte si è messa ad inseguire i corvidi che invadevano il suo territorio e si è visto lo sparviere maschio. La poiana sfortunatamente rimane incredibilmente sospettosa e al minimo rumore o movimento è pronta a scappare via. Addirittura sembra aver paura della sua stessa ombra. In totale assenza di disturbi esterni non ha avuto nemmeno il coraggio di posizionarsi sul “posatoio principale”, ha desistito proprio l’istante prima di atterrare.

Tanto grande quanto fifona.

 

Lo sparviere invece è arrivato alla pozza con l’intento di bere o di fare un bagnetto. Gli è andata male, la pozza è diventata una lastra di ghiaccio e l’ho visto pattinare sul ghiaccio una decina di minuti nell’intento di trovare qualche breccia da cui abbeverarsi.

Lo sparviero rimane molto attento a quel che si trova attorno anche quando è alla ricerca di acqua. In questo caso gli è andata male. L'acqua è tutta congelata.

Lo sparviere maschio in posa sui bordi della pozza.

Lo sparviere maschio nella pozza ghiacciata.

Rapida uscita…in Argentina!

La settimana scorsa io e mia moglie ci siamo permessi un viaggio in Argentina, perlopiù per terminare noiose faccende burocratiche. Pur non avendo molto tempo per poter vivere questo viaggio come una vacanza, siamo riusciti a ritagliarci qualche piccolo momento. Nel poco tempo a disposizione grazie ai parenti di mia moglie e ad un amico sono riuscito a fare un giretto per le zone periferiche della città di Bahia Blanca.

La città si trova all’estremo sud della provincia di Buenos Aires ed è la porta d’accesso per la Patagonia (spesso tappa per coloro che viaggiano a sud verso Puerto Madryn e Neuchen).

Già negli scorsi anni avevo visto un inusuale attività di avifauna nei pressi di questa città. Tuttavia non mi ero mai soffermato ad osservarla fino all’altro giorno.

Armato della mia Olympus EM-1 con 12-40 F2.8 e 50-200 SWD 4/3, ideale per viaggiare leggeri senza perder troppa qualità abbiamo cominciato a perlustrare le zone esterne della città.

Mi era stato detto che gli animali e gli uccelli in particolare, nelle Americhe, sono decisamente più confidenti che in Europa. Ad esser sincero non mi sarei mai immaginato di imbattermi in determinate specie con una tale facilità.

Il primo rapace in cui mi son imbattuto è stato il Milvago Chimango (chiamato semplicemente Chimango). Si tratta di un rapace molto comune (ne ho contati a centinaia se non migliaia) che popola zone con vegetazione bassa. Si nutre di piccoli uccelli, piccoli mammiferi e carcasse. In alcuni cespugli ho notato concentrazioni di 4-5 esemplari.

Un chimango a distanza ravvicinata.

E’ un animale molto confidente, tanto che pur essendo a pochi metri senza alcun camuffamento, raramente è scappato via (anche a distanze di pochissimi metri). Impensabile in Italia.

Il secondo incontro è stato quello più sorprendente. La civetta delle tane. A differenza della specie nostrana, questo esemplare si vede con più facilità nelle ore diurne e sembra esser anch’essa un animale molto abituato all’uomo tanto da lasciarsi avvicinare a poco più di 5 metri.

La sorpresa del viaggio. Una bellissima civetta delle tane.

L’Athena Cunicularia (questo il nome scientifico) a differenza della specie europea solitamente nidifica a terra in buche scavate da altri animali.

Avendo avuto la possibilità di scattare così facilmente due specie di “rapaci” ho deciso di ripassare il giorno dopo per vedere di trovare qualche altro animale da fotografare. La civetta delle tane mi ha sorpreso ancora una volta: questa volta nello stesso posto non ve n’era una sola, bensi due.

 

Inasapettatamente anche il secondo giorno è stato sorprendente. Le civette delle tane erano ben due!

Il pensiero è che vi sia un nido nel cunicolo sotto il manufatto di cemento e questa sia la coppia che è ospitata in tale buco. Purtroppo non avrò altre possibilità di ripassare a Bahia Blanca (vi scrivo già da Buenos Aires) e almeno per quest’anno, le novità su queste splendide civette finiranno qua.

 

 

 

Il ritorno dei gufi..

Con l’inverno ormai alle porte i gufi comuni tornano a farsi vedere più facilmente nelle campagne. Probabilmente a causa della fine della stagione riproduttiva i vari esemplari rincominciano a popolare in maniera più distribuite le campagne in modo tale da “suddividersi” i territori di caccia. Ieri sera siamo tornati al “solito” posto dove ormai da anno riusciamo a fotografarli facilmente e condivido con voi questo scatto. Sempre vicinissimo..

Sempre sull'attenti

Novità al capanno e un incontro..

Il mese di Ottobre mi ha regalato particolari sorprese nonostante sia passato piuttosto rapidamente. Il primo incontro, non troppo sorprendente, è stato col Picchio verde. Non sorprendente perchè fin dallo scorso anno sapevamo che questo stupendo uccello frequentava la zona del capanno. Pur non avendo preparato adeguatamente il “set” fotografico il picchio verde si è messo a pedinare una ghiandaia fino ad arrivare a circa un metro dalla feritoia del mio capanno. Purtroppo mi son dovuto limitare ad osservarlo da vicino poichè la ridottissima distanza non avrebbe permesso la messa a fuoco della fotocamera. Fortunatamente dopo aver tentato di sbirciare all’interno del capanno dove ero nascosto, si è andato a posare sul posatoio usato lo scorso inverno dal gheppio. Qualche secondo, giusto per effettuare qualche scatto, e poi è ritornato a volare nel boschetto.

La mia prima foto eseguita al picchio verde.

Il secondo incontro di Ottobre è stato ben più sorprendente. Casualmente consultando un forum di un gruppo di amici bresciani (http://www.fotoperpassione.com) ho notato che un ragazzo (Fabio ndr.)aveva ripreso il falco pescatore in una zona a me nota: una piccola lanca situata nella bassa bresciana dove già da anni mi diletto a fare qualche scatto vista la vicinanza con Cremona.  La mia “ossessione” per il falco pescatore è nota a tutti coloro che mi conoscono. Pochi minuti dopo la scoperta mi sono recato immediatamente in questo luogo e ho iniziato ad aspettare. Dopo circa tre ore di attesa, improvvisamente è apparso il falco pescatore. Non si è “posato” vicinissimo ma la soddisfazione nel vederlo è stata forte. Sperando di poterlo ammirare più vicino, ho atteso i suoi movimenti, finchè lo sparo ravvicinato di un fucile di un cacciatore lo ha spaventato al punto da farlo volare via..

Il falco pescatore l’avevo già incontrato in questa zona lo scorso anno. Non è frequente vederlo dalle nostre parti. L’unico punto dove è possibile osservarlo in maniera “costante” durante il periodo di migrazione sono le Torbiere di Sebino. Tutte le altri paludi ed oasi nel raggio di 200km da Cremona sono possibili luoghi di transizione, ma salvo l’incontro del 2009 fatto alle Torbiere di Marcaria, nessun falco si è fermato più di mezza giornata (per quel che ne sappia).

Il fatto di vederlo in una piccola lanca dimenticata del bresciano è stato sorprendente. Mi è stato riportato oltretutto che questo esemplare frequentasse già la zona da circa 3 settimane.

Così forte del fatto di averlo perlomeno visto una volta, sono tornato nuovamente in questa lanca e fortunatamente mi sono imbattuto ancora una volta in questo esemplare di falco pescatore. In compagnia dell’amico Fabio e di altre due persone (Vittorino e Aurora) abbiamo osservato per tutto un pomeriggio questo splendido esemplare. L’unico rimpianto, nonostante l’area sia davvero piccola, è stata quella di non averlo praticamente mai visto pescare nelle nostre vicinanze. Alla fine tutti eravamo comunque contenti di averlo visto e chissà forse prenderà abitudine nel passare per questa piccola oasi negli anni a venire..

Un giovane falco pescatore ritratto in una lanca del fiume Oglio.

Con grande sorpresa ho incontrato nella bassa bresciana questo giovane esemplare di falco pescatore.

Il capanno autunnale…

Con l’arrivo dell’autunno abbiamo ripristinato il capanno utilizzato lo scorso anno per riprendere la Poiana e il Gheppio. Abbiamo pulito il prato dove ormai sorgevano alti fasci d’erba e sistemato il capanno che avevamo di fatto abbandonato dopo la pesante nevicata dello scorso anno (che aveva fatto cadere diversi tronchi sul capanno stesso). E’ stata realizzata una piccola pozza d’acqua con l’intento di attrarre nuove specie tra cui, possibilmente, lo sparviero che avevo già avvistato lo scorso anno.

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Questo rapace infatti ama pulirsi (quasi quotidianamente) il piumaggio in acqua per sbarazzarsi dei parassiti. Lunedì scorso (5 Ottobre) dopo aver ultimato i lavori abbiamo posizionato la fototrappola e con grande sorpresa, dopo soli tre giorni, si è presentato uno sparviero maschio. Forte della scoperta questa settimana ho deciso di inaugurare il capanno in versione 2015.

Subito c’è stata la prima grande sorpresa, ovvero la Poiana. E’ rimasta qualche secondo, ma considerato che l’anno scorso l’avevo fotografata solo 15 minuti in 3 mesi, è stata una vittoria. Gli scatti dell’otturatore l’hanno insospettita ed è volata via.

Questa poiana si è sorprendentemente presentata al primo tentativo al nostro capanno, versione 2015.

Il tempo è passato (velocemente perfortuna) e mentre passavo in rassegna alle foto sul display della fotocamera mi è apparso di vedere un movimento nel mirino. Guardo fuori ed è Lui. Lo sparviere maschio. Si è guardato attorno qualche minuto a bordo “piscina”, pernulla indispettito dai miei scatti e poi si è tuffato nella vasca e ha iniziato a sorseggiare e a fare qualcosa di simile ai nostri gargarismi. Una volta finito, è tornato sul bordo piscina e si è dileguato alla stessa velocità con cui è arrivato. Che emozione.

 

Il maschio di sparviere intento a farsi un bagnetto. In questa foto è ritratto mentre ha appena finito di bere.

Questo maschio di sparviere è apparso dal bosco e si è fatto riprendere poco prima del bagnetto quotidiano.

Speriamo non sia stato solo un caso isolato. Spero di rivederlo, magari in una giornata di sole, assieme a qualche altra specie. Il picchio verde si sente ma non si è ancora visto. Manca invece all’appello il giovane gheppio che ci aveva salvato la stagione lo scorso anno.

Falchi al tramonto..

Non è stata una settimana esaltante sebbene abbia girato in lungo e in largo nella bassa cremonese e parmense alla ricerca di qualche soggetto da fotografare. L’unico incontro degno di nota è stato un raggruppamento di Falchi Cuculi al tramonto. Ne abbiamo contati quasi un centinaio, tutti quanti raggruppati su dei cavi dell’alta tensione.

Una bella mattina…

Questa mattina ho deciso di fare ancora una visita alla famiglia di Falchi cuculi fotografata nel corso della scorsa settimana. L’essermi alzato presto ha dato davvero molti frutti e probabilmente le più grandi soddisfazioni nel fotografare questa specie. I due giovani erano piuttosto attivi e pernulla disturbati dalla mia presenza. Proprio per questo sono stato in grado di effettuare numerosi scatti che ho aggiunto all’album già esistente dedicato al falco cuculo. Qua sotto riporto le novità fotografate e il link all’album globale. Album del falco cuculo.

In mezzo all'erba.

 

Il falco cuculo.

Nell’ultima settimana mi sono dedicato ad una famiglia di falchi cuculi estremamente confidenti. La coppia di adulti ha portato con successo, sebbene in ritardo all’involo di due giovani pulli che nell’arco dell’ultima settimana hanno regalato qualche soddisfazione. Propongo una piccola galleria dedicata a questa famigliola..

 

Qua la galleria dedicata al falco cuculo: Il falco cuculo.

Un giovane falco cuculo a riposo nel campo.

L’albanella minore nel 2015.

E’ arrivato il tempo di pubblicare il secondo anno di scatti alla bellissima Albanella minore (Circus Pygargus). Speravo, forte dell’esperienza dello scorso anno, di ottenere qualche scatto più significativo di questo rapace che popola i nostri territori. Purtroppo, a causa delle pioggie nel periodo degli accoppiamenti e del caldo estremo vissuto questa estate è stato un anno piuttosto deludente. Per tale ragione ho deciso di aggiungere assieme agli scatti di quest’anno, qualche fotografia effettuata nel 2014.

Qua il link alla nuova galleria: https://filippopellegrini.com/album/albanella-minore-2015/.

Una figurina di un albanella minore maschio.

 

Novità estive.

Il grande caldo e l’incessante afa di questa estate non mi ha permesso di fare granchè a livello fotografico. I pochi appostamenti fatti (anche a causa di impegni) sono stati davvero estenuanti a causa delle altissime temperature molto spesso non bastavano due litri di acqua per resistere qualche ora. A parte un album che pubblicherò a fine estate non ho avuto neanche poi così tanto tempo di girare alla ricerca di qualche soggetto da fotografare. Ripropongo qua sotto qualche scatto effettuato negli ultimi mesi (niente di significativo)… Estate 2015

Martina al tramonto.

Alla foce dell’Entella

Questo fine settimana approfittando delle festività pasquali ho fatto un giro in Liguria ospite di un amico. Approfittando del fatto che fossi vicino alla foce del fiume Entella, ho deciso di fare un rapido salto nella mattina di Lunedì. Non c’è stato moltissimo movimento ma son riuscito ad effettuare qualche scatto al non comune Albastrello, ad una ballerina bianca all prese con le pulizie pasquali e ad un gabbiano corallino. Un saluto all’amico Marco Guerrini che ci ha fatto compagnia nella mattinata!

 

Una ballerina bianca alle prese con la pulizia personale.

Una ballerina bianca alle prese con la pulizia personale.

Un gabbiano corallino a riposo.

Un gabbiano corallino a riposo.

Un albastrello in alimentazione alla mattina presto lungo la foce dell'Entella.

Un albastrello in alimentazione alla mattina presto lungo la foce dell’Entella.

Stesso posto, stesso bar…

Due anni dopo, nello stesso posto vicino al ponte di San Daniele Po, ritrovo il falco pescatore. Dura dire se sia lo stesso esemplare presente in una fotografia di questa stessa galleria. Al tempo era posato e non si riusciva a capire bene se avesse o meno l’anello che invece porta questo esemplare. In ogni caso è sempre una grande soddisfazione ritrovarlo. Forse perchè era indaffarato a mangiare un grosso pesce, si è lasciato avvicinare molto di più rispetto all’ultima volta. La sfortuna però ci vede benissimo e se il falco non era affatto preoccupato della mia macchina nelle vicinanze (25 metri), lo era per un paio di persone a spasso nei campi desolati (e mi chiedo, proprio li dovevate passare?).

Tre anni dopo, nello stesso posto vicino al ponte di San Daniele Po, ritrovo il falco pescatore. Dura dire se sia lo stesso esemplare presente in una fotografia di questa stessa galleria. Al tempo era posato e non si riusciva a capire bene se avesse o meno l'anello che invece porta questo esemplare. In ogni caso è sempre una grande soddisfazione ritrovarlo.

Tre anni dopo, nello stesso posto vicino al ponte di San Daniele Po, ritrovo il falco pescatore. Dura dire se sia lo stesso esemplare presente in una fotografia di questa stessa galleria. Al tempo era posato e non si riusciva a capire bene se avesse o meno l’anello che invece porta questo esemplare. In ogni caso è sempre una grande soddisfazione ritrovarlo.

La partenza del gufo

Ho finalmente ultimato di caricare  le ultime gallerie sull’avifauna che mancavano al nuovo sito. Al contempo ho appena pubblicato una nuova fotografia che ritrae un gufo comune estremamente vicino in partenza per scagliare l’attacco alla preda. Gli scatti in notturna son piuttosto difficili da eseguire, specie quando non si può prevedere la partenza e la direzione dell’animale. In questo caso per poter catturare la scena ho deciso di affidarmi agli alti ISO con uso di torcia senza far uso del flash che avrebbe ridotto drasticamente la raffica di scatti. La foto è anche presente nell’album dedicato al gufo comune.

 

Un gufo comune parte dal suo posatoio per sferrare un attacco alla preda.

Un gufo comune parte dal suo posatoio per sferrare un attacco alla preda.

Altri caricamenti

Prosegue il processo di caricamento di album nuovi e vecchi. Qualche fotografia inedita è presente nell’album Rapaci e nell’album dell’Airone Cenerino.Tra le ultime foto caricate c’è la fotografia realizzata al Falco Lodolaio mentre è intento a cacciare in una zona paludosa delle libellule. Ringrazio per lo scatto l’amico Max Bonatti con cui ho passato una bellissima giornata. Il falco lodolaio è infatti una specie abbastanza ed estremamente difficile da fotografare, vista la velocità con cui si muove e si scaglia sulle sue prede.

Un falco lodolaio intento a cacciare libellule. In questo scatto è in procinto di catturarne una.

Un falco lodolaio intento a cacciare libellule. In questo scatto è in procinto di catturarne una.

Tra le altre fotografie caricate vi è quella del Barbagianni. Inaspettatamente mentre eravamo alla ricerca di gufi comuni da poter fotografare, ci siamo ritrovati alla distanza questa macchia chiara posata su un albero. Avvicinandoci, con sorpresa, abbiamo realizzato che era il Barbagianni. Purtroppo questo è l’unico scatto che son riuscito ad effettuare.

Uno dei rari incontri col barbagianni. Un incontro quasi casuale.

Uno dei rari incontri col barbagianni. Un incontro quasi casuale.

 

Nuovi album caricati.

Procede il caricamento di album recenti e di altri vecchi album già presenti sul vecchio sito, rivisitati. Ora è finalmente caricata la galleria dedicata al Gheppio e alla Poiana. Per poter effettuare questi ultimi scatti abbiamo dovuto far visita diverse volte ad un nuovo appostamento creato con l’amico Samuele e Antonio. Non è andata benissimo perchè il lavoro è stato pensato per poter fotografare la diffidentissima poiana, la quale si è mostrata in un mese e mezzo di osservazioni, solo una volta. A salvare il nostro lavoro tuttavia è stato il gheppio che visita regolarmente i posatoi e le mangiatoie.

Ai seguenti indirizzi potete trovare le ultime due gallerie caricate.

Il gheppio

La poiana

Giovane gheppio in posa alle luci del mattino.

Giovane gheppio in posa alle luci del mattino.